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JAIN

Shravana Belgola

India, Karnataka, Vindhyagiri. Novembre 2004. 12°51′ 22.77″ N , 76° 28′ 47.47″ E. Luogo di culto Jain più a sud nell’India. Eletto dagli indiani stessi, lettori del The Times of India, come la prima meraviglia dell’India. Enorme masso – collina di pietra con gradini scavati nella roccia fino ad arrivare in cima dove sta un altro grande sasso da cui è stata ricavata la statua monoblocco più grande del mondo.
Vindhyagiri, giri per monte, è uno di quei blocchi unici di pietra, quelli che si impongono e ispirano l’uomo, con appoggiato sopra un tempio tutt’ora in uso che contorna una statua alta più di 17 metri, dicono la più grande del mondo in un unico blocco di pietra, una raffigurazione divina: Gomateshwara o Bahubali o … 

LO STAGNO BIANCO DI DIO

Sono arrivato di sera dopo un lento percorso privo di traffico, pieno di buche. L’hotel Raghu pareva l’unica opzione priva di sbattimento e proprio vicino all’entrata di Shravana Belgola. Costo pericolosamente vicino a zero, cibo passabile, 1830h buio tutto finito, paese alle spalle, enorme tank di fronte, negozi per turismo locale a destra lungo il viale che porta alla collina del tempio e a sinistra verso Chandragiri, un’altra collina e zona templare Jain. Al di là della tank un altro tempio, Hindu. Nessuno in giro. Dormire. Esco all’alba. Sono in arrivo gli autobus, i taxi dei pellegrini, dei turisti. Nessuno si ferma qui, arrivano il mattino presto e se ne vanno dopo l’indigestione templare. Come in tanti altri posti del mondo, Urbino ad esempio, ma di più. Per arrivare al tempio si lasciano i chappals all’ingresso, si paga il biglietto e inizia la scalinata scavata nella roccia. Niente turisti fit qui: bambini che corrono su e giù o adulti ben in carne che si affaticano. Funziona il sistema di portatori in lettiga, una sedia portata a spalle. Maraja per un giorno ma con meno lusso e più sputi, rispetto elemosinato.
In cima il trionfo della pietra lavorata: testi incisi su pareti e pavimentazioni, decorazioni in rilievo persino sui muri, massi come parte della struttura, colonne monolitiche, statue dei tirthankara. La vista è superba. Quella giusta distanza che permette di vedere tutte le cosine dell’umanità in movimento, la micromonumentalità dei templi più lontani, il verde onnipresente, il fiume che scorre fra le rocce, il silenzio. È inverno, fra qualche ora faranno 32°. Fino ad allora stare seduti su una pietra sparati nel cielo immersi nella tranquillità fa sentire vicino a Dio. Gomateshwara, in questo caso, proprio qua dietro.

Jain

Shravana Belgola

 

44 pagine copertina inclusa

formato 216×356 orizzontale

2004

 

caratteristiche tecniche dello stampato qui (scorrendo a fondo pagina)