Tukultubitru | SABARIMALA
7826
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-7826,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-3.3,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12.1,vc_responsive
 

Sabarimala

andare da Dio in India

India, Kerala, Periyar Wildlife Conservation Area. Dicembre 2005. 9°26’4993”N, 77°4’53.34”E. Pellegrinaggio insieme ad altri 50.000.00 di indiani. Shasta Temple. Pamba River. Diario in immagini e testi del viaggio. L’avventura di un ben tollerato saipa, straniero specie di tipo bianco.
Nel dicembre del 1986, durante il mio primo viaggio in India, avevo visto girare in Tamil Nadu autobus più fioriti del solito, carovane di automobili e persino gruppi a piedi. Tutti vestiti uguali, a piedi nudi, con un lungi nero, un taglio di tessuto non cucito di circa un metro per due avvolto intorno alla vita a cadere come una gonna, una collana lunga fino all’ombelico e, per bagaglio, un telo chiuso annodandone i lembi, comodo da portare in testa. Allora non sapevo chi fossero, ma andavano in un luogo preciso: a Sabarimala.

Un pellegrinaggio

È un percorso in una foresta monsonica nell’estremo sud dell’India  lungo il quale si trasporta faticosamente una noce di cocco a rappresentare il proprio ego. Nel cocco, ben chiuso e sigillato, c’è un po’ di ghee. Giunti a destinazione, tutti i cocchi, a milioni, vengono aperti, il ghee mescolato e ridistribuito. Poi si torna a casa.

Sabarimala

andare da Dio in India

 

86 pagine copertina inclusa

formato 216×356 orizzontale

2005

 

caratteristiche tecniche dello stampato qui (scorrendo a fondo pagina)