Tukultubitru | SRI RAMANA ASHRAM
7572
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-7572,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-3.3,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12.1,vc_responsive
 

SRI RAMANA ASHRAM

India, Tamil Nadu, Tiruvannamalai. 14 – 22 Gennaio 2014. 12°13’26.14″N, 79°3’24.07″E. Asram di Ramana. Periodo del Pongal festival. Disegni kolam sulla terra. Immagini della vita di umani ed animali all’interno dell’asram.
Mi hanno appena dato la chiave della stanza, non conosco nulla del posto e domando se sia possibile fotografare all’interno dell’asram. 

SI PUÒ FARE TUTTO, BASTA RISPETTARE IL SILENZIO. IL PIÙ POSSIBILE.

Durante le prime ore mi accorgo, che l’asram è pieno di fotografie, immagini rielaborate da fotografie e dipinti basati su fotografie. Sono quasi tutte fotografie di Ramana, alcune di chi gli fu vicino. Ramana è passato il 14 aprile 1950. Nulla di attuale, dunque. Nella zona più centrale del tempio ci sono persino pannelli fotografici retroilluminati, dai colori ormai appassiti verso il ciano. Due diversi ambienti sono dedicati, con raffinata eleganza uno ed estrema semplicità l’altro, a suoi ritratti. Alle pareti della canteen, il refettorio, più vecchia è allineata una meravigliosa raccolta di immagini di Ramana. Mi pare che la maggior parte di questa messe fotografica sia stata messa in piedi dopo il 1950. La mia impressione, personale e di fotografo, è positiva: non percepisco sensazioni spiacevoli di nessun genere. Le immagini sembrano il frutto, il risultato di attenzione e interesse verso la figura che è incredibilmente bilanciata da sguardi, espressioni del volto, occhi che sono insieme divertiti, pazienti e benevolmente rivolti da Ramana alla macchina fotografica. Niente di assertivo, nulla di quanto presente nel 90% dei portfolio su persone più o meno famose che osserviamo su giornali / riviste. E nel 100% di quello che osserviamo nel volto e negli occhi dei ritratti dei politici italiani. Nulla di tutta questa disperazione. Una distanza siderale, per intenderci fra italiani, dalla proposta di Berlo, come viene chiamato in India.
L’effetto di tutte queste immagini è curioso e, sebbene il soggetto sia spesso uno solo: un uomo in mutande, non è propriamente iconografico. Così ripetuto Ramana protrebbe tranquillamente acquisire i tratti della solita risplendente star. Ma gli scivolano addosso. Così mi appare nelle immagini e tanto si riflette nell’asram oggi: un luogo libero, tanto da lasciar agire a piacere un uomo, un sadu, che davanti a me ha violentemente percosso una bambina, delicata, inerme, incolpevole, etc, con un bastone, un tridente di Siva in ottone …. Bhagavan… Un’increspatura nell’armonia che nessuno, e poi nemmeno io, si è sentito di escludere dall’armonia. Grazie a Sri Ramana, e grazie all’inclinazione di tutti noi che eravamo presenti, ho vissuto: vicino alla sala dei meditanti, nel tempio durante l’ora dei canti, nutrito dal cibo semplice e squisito che è offerto dalla canteen, e fotografato in piena libertà di spirito.

Sri Ramanasramam

 

68 pagine copertina inclusa

formato 216×356 orizzontale

14 – 22 Gennaio 2014

 

caratteristiche tecniche dello stampato qui (scorrendo a fondo pagina)